A+Forum 2015

A+Forum 2015 - Le conclusioni del forum organizzato da A+network sul tema “La Consulenza Direzionale leva decisiva per la PMI”

Lo scorso 27 novembre si è tenuto a Bologna il forum annuale organizzato da A+network, focalizzato su come deve rinnovarsi la consulenza direzionale in una fase di ripartenza dell'economia, ed essere decisiva per il rilancio della PMI. Come nelle precedenti edizioni, il forum si è svolto a presso la sala Oratorio dei Fiorentini, con la presenza di oltre cento invitati. Nicolò Pascale  Guidotti Magnani (presidente di A+network) ha introdotto i lavori ricordando il percorso seguito in questi anni dall’associazione che dal 2012 nel mese di novembre si confronta, attraverso eventi pubblici, con manager, imprenditori e consulenti sui temi approfonditi nel corso dell’anno. Emilio Roncoroni – economista e consulente di direzione e associato di A+network - ha inquadrato lo scenario macro-economico e indicato quali potranno essere alcune delle principali linee di sviluppo per la PMI e soprattutto come la PMI dovrà attrezzarsi per cogliere le opportunità. Globalizzazione e integrazione europea sono stati gli assi portanti degli ultimi anni con effetti non sempre positivi su una struttura industriale (come quella italiana)  sovente fragile. Nel periodo 2007 – 2011 le imprese industriali sono calate del 17%, quelle più grandi (oltre 250 addetti) del 9,8%, il fatturato del comparto manifatturiero è diminuito dell’8%, per le imprese grandi solo del 4%. La recente crisi sembra che abbia colpito in misura più sensibile le imprese di ridotta dimensione, in genere poco presenti sui mercati esteri. Le esportazioni hanno compensato in misura significativa per parecchie imprese medio – grandi, la flessione della domanda interna. La ripresa  economica sarà verosimilmente a macchia di leopardo con riguardo sia ai settori industriali sia ai territori. Saranno confermate le tendenze già evidenziate nel recente passato, di  una crescente polarizzazione delle performance delle imprese all’interno dello stesso settore. In allegato è disponibile la presentazione di Emilio Roncoroni. Parlando di come la consulenza può essere una leva decisiva nel rilancio della PMI, Renato Comai ed Emilio Di Cristofaro associati di A+network hanno portato alcune riflessioni, maturate anche attraverso il confronto con altri associati di A+network, su come è evoluta l’organizzazione di impresa e come è cambiata la figura del consulente, trasformazioni che indubbiamente hanno subito forti accelerazioni anche per effetto della rivoluzione digitale. Renato Comai ha ricordato come Il Consulente di Direzione “deve superare sia l’antica refrattarietà dell’Imprenditore sia l’applicazione apodittica di scienze manageriali indifferenziate e l’eccesso di specialismo. Però – ha concluso Comai – il Consulente di Direzione deve anche “soffrire” per “capire la specificità della P.M.I. sempre diversa per le persone, le loro relazioni, il valore e la peculiarità dei processi prodotto-mercato. Il Consulente di Direzione di oggi ha un atteggiamento epistemologico: è ad un tempo ingegnere socio psicologo, economista, tecnologo ed ha capacità relazionali e maieutiche”. Il periodo di crisi che stiamo attraversando ha messo in evidenza minacce ed opportunità sia per i consulenti che per le PMI. Cristian Moschini ha evidenziato come le esigenze di consulenza di direzione delle PMI sono trasversali e richiedono professionalità diverse. Il modello organizzativo delle grandi società di consulenza è spesso sovradimensionato e quello delle piccole e micro aziende di consulenza appare spesso troppo specialistico. Come conciliare le aspirazioni della maggior parte dei consulenti di direzione (l’85% dei quali opera in micro o piccole società) con le mutate condizioni strutturali e richieste delle PMI italiane? Alla luce degli elementi sopra citati appare chiaro come le reti professionali ed i network possano rappresentare una delle soluzioni in grado di incontrare le esigenze della domanda e dell’offerta di management consultant. Emilio Di Cristofaro ha chiuso la relazione sintetizzando quali devono essere i comportamenti di aziende e consulenti per rendere efficace la relazione tra l’impresa e la consulenza direzionale. La relazione è disponibile in allegato. Nel blocco successivo del Forum dal titolo “le idee si mettono in rete: quando la realtà precede il futuro”, tre imprenditori di successo hanno raccontato la storia delle loro aziende e come i processi organizzativi e di sviluppo siano stati supportati dalla consulenza direzionale. La prima relazione è stata di Marco Astorri, Amministratore Delegato di Bio-On S.p.A. Bio-On è una Intellectual Property Company (IPC) italiana che opera nel settore della bio plastica, effettuando ricerca applicata e sviluppo di moderne tecnologie di bio-fermentazione nel campo dei materiali ecosostenibili e completamente biodegradabili in maniera naturale. In particolare Bio-On sviluppa applicazioni industriali attraverso la creazione di caratterizzazioni di prodotti, componenti e manufatti plastici. Dal febbraio 2015 Bio-On è anche impegnata nello sviluppo della chimica naturale e sostenibile, e ha sviluppato un processo esclusivo per la produzione della famiglia di polimeri denominati PHAs (poliidrossialcanoati) da fonti di scarto di lavorazioni agricole, tra cui melassi e sughi di scarto di canna e di barbabietola da zucchero. La bio plastica così prodotta è in grado di sostituire le principali famiglie di polimeri tradizionali per prestazioni, caratteristiche termo-meccaniche e versatilità. Astorri ha spiegato come lo sviluppo della sua azienda sia avvenuto avvalendosi di consulenze strategiche e specialistiche, in particolare per l’impostazione del modello di business, l’accompagnamento alla quotazione di borsa e le consulenze necessarie all’ottenimento di importanti certificazioni. Subito dopo è stata la volta di Roberto Botti Amministratore Delegato di Topcon Infomobility Italia S.r.l., fondata nel 2005 col nome di Destura S.r.l., specializzata nella progettazione e realizzazione di apparati elettrici, elettronici, meccanici e meccatronici ad alto contenuto tecnologico. La sede si trova a Concordia sulla Secchia, in provincia di Modena, strategicamente ubicata lungo l’asse industriale Modena-Bologna, dove si ha la concentrazione di aziende leader nel settore dell’automotive, dell’automazione, della meccanica avanzata e della meccatronica. Oggi Topcon Infomobility Italia sta realizzando un Polo Tecnologico che avrà una superficie di oltre 120mila mq. Il progetto, già avviato, è sostenuto della Regione Emilia Romagna, e realizzerà una struttura polifunzionale d’avanguardia, dove le più avanzate ricerche sulle tecnologie meccaniche ed elettroniche saranno utilizzate per applicazioni che spaziano dalla telematica all’automotive, dall’agricoltura all’infomobilità fino al Machine Control. Il Polo Tecnologico offrirà lavoro a circa 500 persone, che troveranno impiego presso le imprese del gruppo, i partner, le start-up innovative e i centri di ricerca (privati e universitari) che vi si insedieranno. Il nuovo Polo Tecnologico nasce in prossimità del già esistente Topcon European Test & Training Center, dove sono applicate le conoscenze di Topcon Infomobility nel campo della telemetria applicata e dei sistemi elettronici complessi impiegati in agricoltura. Il centro test di Topcon sarà tra i più importanti in Europa, e verrà utilizzato da operatori di tutto il mondo per sperimentazioni e prove in campo. A conclusione del suo intervento Roberto Botti ha parlato di possibili collaborazioni con i network della consulenza, già attivi sin dalla fase di progettazione e realizzazione del progetto, ed in grado di supportane lo sviluppo con flessibilità e scolarità. Patrizia Malferrari, Presidente e socia fondatrice di Seaside che nel 2012 si è qualificata come Energy Service Company (ESCo) accreditata presso l’AEEG e nel 2014 ha ottenuto la Certificazione secondo la norma UNI CEI 11352. In linea con il tema del Forum, Patrizia Malferrari ha evidenziato come si stia “assistendo ad un passaggio dal concetto di Teamwork, per arrivare a quello di Rete, che costituisce il sistema attraverso cui la conoscenza e le informazioni vengono condivise al fine di accrescere la competitività sul mercato”. Lo scopo della Rete si identifica nell’obiettivo di accrescere, individualmente e collettivamente, la capacità innovativa e la competitività sul mercato delle imprese e/o professionisti partecipanti, quale ragione d’essere dell’aggregazione. Dall’esperienza di mercato di Seaside deriva l’esigenza di condividere le conoscenze, le competenze e gli strumenti con Partner (o professionisti) qualificati o da formare. Da questi presupposti è nato il progetto WEEN, dove Seaside sviluppa una Rete tra professionisti nel settore dell’Efficientamento Energetico, basato su concetti derivanti dai modelli Americano della Service Company e Giapponese della condivisione del sapere. A questi si aggiunge l’”Internet delle cose” con infrastrutture e dati (Big Data) condivisi, per l’erogazione dei servizi più innovativi. Mario Salmon concludendo la parte di programma riservata alle testimonianze, ha parlato in qualità di Presidente di ASSPECT, delle attività e finalità dell’associazione e ha rilanciato la proposta di Politecnico Regionale, come indispensabile supporto allo sviluppo dei principali settori industriali della regione. Il forum si è concluso con una tavola rotonda presieduta da Maurizio Cosco Consigliere Assochange, che ha visto la partecipazione di un gruppo di Consulenti di alcune delle più importanti realtà di consulenza Internazionali e Nazionali Massimo Braglia Senior Advisor di PwC, Francesco Rossi Partner di PRAXI e Romeo Castagna Partner di Pragmata, e professionisti di grande competenza che operano come free lance in un mercato di complessità crescente, Paola Serri e Marco Storchi, Associati di A+network. Quest’ultimo, attualmente impegnato su progetti di cambiamento e riduzione costi come dirigente nella Sanità, ha portato un’esperienza trasversale fra consulenza e management, settore pubblico e privato. Diversi i temi trattati: Come misurate e si misura il livello di soddisfazione del cliente verso l’operato della consulenza? Secondo Paola Serri la soddisfazione del cliente viene soprattutto misurata in termini di percezione del valore effettivamente portato dal consulente all’azienda. Nelle realtà più grandi esistono dei sistemi di rilevazione formalizzati e codificati, in parte realizzati perché la big firm possa valutare i consulenti stessi. Nelle realtà più piccole è la relazione che s’instaura con il cliente la misura della sua soddisfazione. Il rapporto è più diretto e il valore per il cliente è dato dai risultati del progetto singolo ma anche dal supporto che riceve anche in termini di crescita delle risorse interne. L’acquisto dei servizi consulenziali si muove verso una selezione ponderata del partner di servizi o è più importante “esserci” al momento giusto quando il cliente ha urgenza? Secondo Massimo Braglia Senior Advisor di PwC non esiste un momento giusto, ma l’essere al corrente dei bisogni del cliente e della sua industry in particolare. La specializzazione per settore possibile e necessaria per le grandi aziende della consulenza, fa si che la proposta di intervento sia allineata a momenti particolari o criticità tipiche del mercato in cui opera l’azienda cliente. Francesco Rossi ha sottolineato l’importanza per il consulente di affrontare la complessità dei progetti e la dinamica dei settori d’intervento dando una forte focalizzazione alla propria identità professionale: ognuno dovrebbe orientarsi alle proprie competenze eccellenti e migliorare quelle. Romeo Castagna Partner di Pragmata ha evidenziato come nelle grandi aziende il valore e il risultato sono maggiormente legati al manager o alla funzione responsabile del progetto, ai propri obiettivi. In relazione agli “impatti” dell’innovazione tecnologica sulla relazione Impresa cosa è successo lato società di consulenza e singoli consulenti su questo fronte ? Sussiste il rischio di una “overconfidence” da parte dell’imprenditore e di una sopravvalutazione della potenza informativa della rete. Le nuove tecnologie digitali e l’accesso ad un panorama ampio di informazioni dovrebbe essere considerata un’opportunità da parte dei consulenti e non una minaccia. Significa allineare maggiormente cliente e consulente per partire da un territorio comune verso il miglioramento. Il consulente da parte sua ha a disposizione un accesso facilitato a molte informazioni e può concentrare le energie sulle specificità del cliente. Per Marco Storchi le caratteristiche più importanti del consulente di direzione oggi sono la capacità di essere innovatore da un lato, e mediatore culturale dall’altro. La complessità dei contesti aziendali e la velocità di cambiamento a cui siamo tutti sottoposti possono essere compresi ed affrontati soltanto coniugando la dimensione razionale con una forte energia personale ed umana. Occorre altresì riflettere sulla terminologia, parole come “consulente” e “cliente” potrebbero essere ripensate per rappresentare più fedelmente l’identità di soggetti che operano in stretta collaborazione e fiducia per un risultato comune. Le metodologie a supporto della professione continueranno ad ispirarsi a modelli teorici e buone pratiche ma dovranno essere soprattutto efficaci, funzionali a realizzare in concreto gli obiettivi posti: “non esiste la tecnica giusta, esiste una tecnica che funziona”. 

Workshop condotto da Eliana Grossi, Antonietta Cacciani, Marco Mazzoni sul tema "La multicanalità come risposta alle esigenze di formazione della PMI

A+Forum 2015 -Hotel Calzavecchio - Casalecchio di Reno (BO) - 23 ottobre 2015; alla presenza di un nutrito gruppo di associati e di alcuni ospiti si è svolto il seminario sul tema “La multicanalità come risposta alle esigenze di formazione della PMI”. Il  workshop rientrava nel programma di attività preparatorie al Forum 2015 previsto per il prossimo 27 novembre. Eliana Grossi - associata di A+network, presidente di Federmanager Bologna e vicepresidente della Fondazione IDI, Istituto Dirigenti Italiani - ha introdotto l’agenda ed i relatori, ponendo l’ enfasi sul fatto che attualmente la modalità prevalente di fruizione della formazione manageriale è ancora quella “in presenza”, sia per motivi di carattere culturale, che per la necessità di un confronto diretto con il docente e gli altri manager, ma che sono già in atto importanti cambiamenti, che porteranno in tempi brevi ad un consistente aumento della formazione on-line, con modalità blended. Tomaso Tiraboschi, responsabile delle tecnologie di Adapt (Associazione per gli Studi Internazionali e Comparati sul Diritto del Lavoro e sulle Relazioni Industriali) ed esperto della piattaforma per e-learning Moodle, di gran lunga la più diffusa al mondo, ha presentato una rapida carrellata sui principali strumenti di formazione online (webinar, video repository, web conferencing platform, Moocs, Google education, strumenti LMS/VLE/CWE), oltre a fornire link e bibliografia di riferimento per una prima alfabetizzazione sull’ argomento. Antonietta Cacciani – associata di A+network, psicologa del lavoro e formatrice professionista sui temi del cambiamento organizzativo e sugli strumenti per l’ innovazione delle P.A., ha parlato di come si è modificato lo sviluppo professionale  grazie all’  ICT, sia dal punto di vista dei “prodotti formativi”, che dei costi, tempi ed utenti/fruitori. Si è soffermata in particolare sugli strumenti per le PMI: blended training, wiki aziendali, comunità di pratica, webinar e sui relativi aspetti di costo/tempi. L’ intervento si è concluso con la diffusione di una interessante bibliografia sui metodi di formazione e sui cicli di apprendimento. Marco Mazzoni – associato di A+network e fondatore di Ygoss, società specializzata nella fornitura alle imprese industriali e finanziarie di tecnologie e modelli a supporto della crescita del business, ha concluso il workshop con l’ illustrazione di un caso aziendale di utilizzo di piattaforme formative on-line per l’ addestramento simultaneo della forza di vendita, marketing e tecnica, a livello world-wide, contestualmente alla distribuzione dei nuovi prodotti, evidenziando il vantaggio economico della riduzione del time to market come conseguenza dell’ adozione di tecnologie IT.

 

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A+Forum 2015 - Workshop condotto da Gabriele Gabrielli sul tema "Big Data e Analytics. Cosa sono, soluzioni e vantaggi. Servono alle PMI ?”

Hotel Calzavecchio - Casalecchio di Reno (BO) - 18 settembre 2015; alla presenza di un folto gruppo di associati e di alcuni ospiti si è svolto il seminario sul tema “Big Data e Analytics. Cosa sono, soluzioni e vantaggi. Servono alle PMI ?”. Il  workshop rientrava nel programma di attività preparatorie al forum 2015 prevsito per il prossimo 27 novembre. Gabriele Gabrielli - associato di A+network e presidente di Brain Partner - ha introdotto l’argomento citando alcuni casi di grandi aziende e le loro applicazioni con i Big Data (GE, Amazon, Uber, Merk e Wal-Mart) descrivendone gli utilizzi per usi aziendali e non, e illustrando da quali fonti vengono generati: dai sensori ai dati RFID, dai dati sulle transazioni finanziarie ai dati meteo, dai log dei server e dei router ai social network e ai sistemi di sorveglianza. Gabrielli ha ricordato le principali critiche mosse dagli scettici al loro utilizzo: problemi di significatività statistica, correlazioni vs. causalità etc, e ha evidenziato come i BD non siano soltanto una moda e che il loro sfruttamento continuerà ad avere uno sviluppo notevole. In conclusione accumulare dati non procura grandi vantaggi se non ci si munisce di tecnologie di Analytics, in grado processare milioni o miliardi di dati ed a estrarne le informazioni che portano conoscenza e valore. Alessandro Rezzani di Dataskills e docente della Bocconi ha analizzato lo sviluppo delle tecniche di Analytics nei vari decenni a partire dagli anni ‘60 fino ad oggi, e l’evoluzione della Business Intelligence in analisi avanzate e modellistica. Negli anni duemila nasce l’esigenza di prevedere gli eventi e a capirne i drivers. La Business Information si è evoluta quindi da Descriptive Analytics a Predictive Analytics a Prescriptive Analitics in grado di descrivere i perché dei fenomeni. Marco Muselli fondatore di Rulex, tra le tecnologie di Analytics più avanzate e sicuramente più facili da utilizzare esistenti al mondo, ha raccontato la storia del prodotto esponendo brevemente alcune case histories di problemi aziendali e non, risolti da Rulex. Muselli ha concluso ricordando come le PMI possono incontrare difficoltà nello sfruttamento dei BD e delle tecnologie di analytics riguardanti principalmente ragioni di costo e di competenze evidenziando che questi ostacoli possono essere comodamente superati con la consulenza. A questo proposito viene  chiamato a testimoniare Luca Caligari di Network Consulting consulente esperto in analytics per PMI. I consulenti direzionali hanno un ruolo distintivo nel processo decisionale delle PMI perché ad essi è delegata la fase di analisi, caratteristica dei contesti operativi “complicati”, e la necessità di competenza specifica nella disciplina in questione.

A+Forum 2015 - Work Shop con Ing. Andrea Tinti di Iungo Italia Srl su "Supply Chain Collaboration – Istruzioni per l’uso"

Hotel Calzavecchio -Casalecchio di Reno, 10 luglio 2015 - In preparazione del forum annuale di novembre 2015 si è tenuto un seminario dal titolo “Strumenti Web: una leva addizionale per competere” durante il quale è stata illustrata una soluzione software innovativa per la gestione integrata della catena di fornitura. L’intervento è stato preceduto da una breve introduzione dell’associato A+network Cristiano Moschini, Partner Lewitt Associati, che ha organizzato e coordinato l’evento. In particolare, Cristiano Moschini ha presentato l’Ing. Tinti, quale collega esperto di Logistica e Supply Chain, avendo avuto l’opportunità di condividere negli ultimi dieci anni diversi progetti di consulenza in questo ambito. Moschini e Tinti sono infatti due dei quattro fondatori di Lewitt Associati, un brand di consulenza di Direzione Aziendale che è anche specializzato in attività di Business Process Reengineering e gestione della Supply Chain. Nel corso della sua carriera professionale l’Ing. Tinti si è focalizzato nell’Operation Management (Logistica, Acquisti e Integrazione dei Fornitori, Produzione), ha iniziato la sua carriera professionale in SYSTEM LOGISTIC (Italia) dove ha maturato esperienza nell’ambito del Supply Change Management. Successivamente ha collaborato con alcune società di consulenza dove ha realizzato progetti nell’ambito del Marketing d’Acquisto e dell’Informatizzazione dei processi logistico-produttivi. E’ fondatore di SMARTEN Srl ora IUNGO ITALIA azienda dell'Information & Communication Technology specializzata nelle soluzioni di Supply Chain Collaboration, oltre che di LEWITT ASSOCIATI. E proprio l’esperienza di IUNGO è stata l’oggetto del seminario. L’obiettivo è stato quello di mostrare all’audience come un’invenzione nota oramai da decenni, “l’email”, potesse essere utilizzata per integrare tutta la catena di fornitura di un’azienda in modo pratico, veloce e poco invasivo. Nell’introduzione è stata fatta una panoramica generale sui principali modi di integrazione disponibili sul mercato, segnalando in particolare l’utilizzo di connessioni EDI (molto costose e solitamente implementate solo per i fornitori più rilevanti di un’azienda) o il ricorso a Portali WEB. Entrambe le alternative presentano però alcune criticità legate ad elementi di costo e/o alla possibilità di integrazione parziale della catena di fornitura. Questo fa sì che permangano all’interno della Supply Chain delle inefficienze significative che impattano sulla performance generale di un’impresa. L’idea della Iungomail nasce nel 2001, con l’obiettivo di essere uno strumento semplice ed efficace per integrare TUTTI i fornitori, nessuno escluso. Dopo una fase di analisi, ricerca e deposito brevettuale e assodato che questo strumento fosse in grado di funzionare sempre in tutto il mondo e su ogni sistema operativo, nel 2004 inizia la sua diffusione, inizialmente nel settore meccanico dell’Emilia. Oggi i clienti sono più di 200 con circa 40.000 fornitori integrati. La presenza in aula di molti consulenti in ambito organizzativo-gestionale ha permesso poi, attraverso una serie di domande di approfondire i vantaggi della soluzione. Dalla discussione sono emersi, in particolare, alcuni risultati strategici e altri di natura tattica. Tra i primi il miglioramento dell’affidabilità delle consegne e la diminuzione dei tempi, il miglioramento dell’affidabilità della programmazione della produzione, la riduzione del valore di magazzino e la riduzione di vendite “perse”, la misurazione delle performance del fornitore (e sua responsabilizzazione nel rispetto degli obiettivi), la disponibilità di maggior tempo per il Marketing degli Acquisti per attività di sviluppo dei fornitori. Tra i secondi la Riduzione tempi di gestione Ordine di Acquisti, l’eliminazione delle attività di sollecito, l’Inserimento automatico di disegni, istruzioni tecniche, ecc., la validazione elettronica dell’emissione dell’ordine, la semplificazione e standardizzazione dei flussi informativi con i fornitori. Durante l’esposizione è stato inoltre importante comprendere come i tempi di  implementazione di un progetto come questo siano piuttosto contenuti (circa 3 mesi), con costi abbordabili anche da parte delle PMI. Il payback è solitamente molto ridotto, da 2 a 4 mesi. L’intervento si è concluso con una serie di approfondimenti di dettaglio, grazie alle numerose domande dei partecipanti, il tutto in una cornice molto piacevole ed interessata. La riflessione generale, al termine della sessione, è stata quella di segnalare come oggi siano disponibili, e a costi molto accessibili, degli strumenti informatici in grado di semplificare in modo significativo le attività a basso valore aggiunto nell’attività quotidiana, “liberando” tempo per quelle attività che effettivamente possono rappresentare lo sviluppo  e l’innovazione all’interno di un’impresa. 

 

A+Forum 2015 - Work Shop con Mario Salmon su "L’evoluzione della piccola impresa: da terzista a produttore in proprio?"

29 maggio 2015, Tenuta Sant‘Antonino - Scandiano (MO) - Nell’ambito del Ciclo di work shop organizzati dagli associati di A+network in preparazione del forum annuale di novembre 2015 si è tenuto un seminario sul tema “L’evoluzione della piccola impresa: da terzista a produttore in proprio?”. Gli associati Lucia Romagnoli e Giovanni Barbanti che hanno organizzato, introdotto e coordinato l’evento, hanno invitato come relatore l’Ing. Mario Salmon, che vanta una lunga storia di successi prima aziendali in grandi realtà come Enel, CERN, Olivetti, Sasib, poi come docente universitario e consulente di strategia industriale. Mario Salmon è anche socio fondatore di ASSPECT (Associazione Per La Promozione Della Cultura Tecnica) che riunisce nomi prestigiosi dell’industria Italiana, e che ha manifestato interesse per una collaborazione più stretta con A+network. Nella parte introduttiva Giovanni Barbanti ha posto la questione dell’evoluzione come percorso obbligatorio ma difficile da perseguire senza una guida, e ha presentato il caso di Barbalab, micro azienda di ingegneria che ha deciso di diventare anche produttore di prodotti propri pur restando nell’ambito dell’innovazione. Lucia Romagnoli ha concluso la parte iniziale del seminario raccontando la storia avvincente di suo padre Andrea e dell’azienda di famiglia, la Tecnomeccanica, che ha svolto un ruolo primario nell’ambito dell’industria bolognese del packaging ed in particolare innovando il business del confezionamento del the in bustine, con lo sviluppo soluzioni d’avanguardia che ancora oggi sono la base delle macchine più sofisticate del settore. Nel suo intervento l’Ing. Salmon, ha esaminato dal punto di vista strategico e con dati puntuali la situazione attuale e l’opportunità che si offre alle piccole aziende di passare da terzisti a produttori di prodotti propri come unica via d’uscita per superare le difficoltà e affrontare il futuro. In particolare, l’Ing. Salmone ha approfondito l’analisi di quale innovazione occorre per compiere in modo corretto questo passo cruciale, dimostrando che il classico “terzista” deve necessariamente diventare un innovatore orientandosi all’innovazione “tirata dal mercato”, quella che non nasce dalla ricerca di base (non dunque dalle invenzioni, che non sono innovazioni) ma che – al contrario – parte da esigenze del cliente e del mercato che bisogna saper individuare con rapidità e competenza. Da questo punto di partenza si definiscono i requisiti del nuovo prodotto, lo si progetta e lo si sviluppa in casa (spesso risolvendo parecchi problemi tramite lo sviluppo e la validazione di nuovi principi, facendo innovazione) e si arriva al prodotto, del quale si ha padronanza e proprietà e sul quale si potrà contare per realizzare margine replicandolo ripetutamente. Lo slogan oggi è “sfruttare tutte le proprie conoscenze e innovare tirati dal mercato”. Secondo l’esperienza dell’ing. Salmon, è più probabile che una PMI riesca a sviluppare un componente di un certo macchinario, piuttosto che il macchinario completo, come è ad esempio avvenuto negli anni ‘70 e ‘80 per le aziende più importanti del packaging bolognese, e a questo proposito ha citato il caso di Datalogic,  nata come fornitore di componenti  per le macchine del packaging. Al termine si è tenuto un interessante dibattito tra i relatori e i presenti, e ci si è ripromessi di riprendere il tema viste le implicazioni con le attività di consulenza degli associati a favore delle PMI, particolarmente interessate a tutte le innovazioni organizzative e strategiche che possono migliorare la loro competitività.
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