A+Forum 2015 - Work Shop con Mario Salmon su "L’evoluzione della piccola impresa: da terzista a produttore in proprio?"

29 maggio 2015, Tenuta Sant‘Antonino - Scandiano (MO) - Nell’ambito del Ciclo di work shop organizzati dagli associati di A+network in preparazione del forum annuale di novembre 2015 si è tenuto un seminario sul tema “L’evoluzione della piccola impresa: da terzista a produttore in proprio?”. Gli associati Lucia Romagnoli e Giovanni Barbanti che hanno organizzato, introdotto e coordinato l’evento, hanno invitato come relatore l’Ing. Mario Salmon, che vanta una lunga storia di successi prima aziendali in grandi realtà come Enel, CERN, Olivetti, Sasib, poi come docente universitario e consulente di strategia industriale. Mario Salmon è anche socio fondatore di ASSPECT (Associazione Per La Promozione Della Cultura Tecnica) che riunisce nomi prestigiosi dell’industria Italiana, e che ha manifestato interesse per una collaborazione più stretta con A+network. Nella parte introduttiva Giovanni Barbanti ha posto la questione dell’evoluzione come percorso obbligatorio ma difficile da perseguire senza una guida, e ha presentato il caso di Barbalab, micro azienda di ingegneria che ha deciso di diventare anche produttore di prodotti propri pur restando nell’ambito dell’innovazione. Lucia Romagnoli ha concluso la parte iniziale del seminario raccontando la storia avvincente di suo padre Andrea e dell’azienda di famiglia, la Tecnomeccanica, che ha svolto un ruolo primario nell’ambito dell’industria bolognese del packaging ed in particolare innovando il business del confezionamento del the in bustine, con lo sviluppo soluzioni d’avanguardia che ancora oggi sono la base delle macchine più sofisticate del settore. Nel suo intervento l’Ing. Salmon, ha esaminato dal punto di vista strategico e con dati puntuali la situazione attuale e l’opportunità che si offre alle piccole aziende di passare da terzisti a produttori di prodotti propri come unica via d’uscita per superare le difficoltà e affrontare il futuro. In particolare, l’Ing. Salmone ha approfondito l’analisi di quale innovazione occorre per compiere in modo corretto questo passo cruciale, dimostrando che il classico “terzista” deve necessariamente diventare un innovatore orientandosi all’innovazione “tirata dal mercato”, quella che non nasce dalla ricerca di base (non dunque dalle invenzioni, che non sono innovazioni) ma che – al contrario – parte da esigenze del cliente e del mercato che bisogna saper individuare con rapidità e competenza. Da questo punto di partenza si definiscono i requisiti del nuovo prodotto, lo si progetta e lo si sviluppa in casa (spesso risolvendo parecchi problemi tramite lo sviluppo e la validazione di nuovi principi, facendo innovazione) e si arriva al prodotto, del quale si ha padronanza e proprietà e sul quale si potrà contare per realizzare margine replicandolo ripetutamente. Lo slogan oggi è “sfruttare tutte le proprie conoscenze e innovare tirati dal mercato”. Secondo l’esperienza dell’ing. Salmon, è più probabile che una PMI riesca a sviluppare un componente di un certo macchinario, piuttosto che il macchinario completo, come è ad esempio avvenuto negli anni ‘70 e ‘80 per le aziende più importanti del packaging bolognese, e a questo proposito ha citato il caso di Datalogic,  nata come fornitore di componenti  per le macchine del packaging. Al termine si è tenuto un interessante dibattito tra i relatori e i presenti, e ci si è ripromessi di riprendere il tema viste le implicazioni con le attività di consulenza degli associati a favore delle PMI, particolarmente interessate a tutte le innovazioni organizzative e strategiche che possono migliorare la loro competitività.
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