• Stampa

A+Forum 2015 - Le conclusioni del forum organizzato da A+network sul tema “La Consulenza Direzionale leva decisiva per la PMI”

Lo scorso 27 novembre si è tenuto a Bologna il forum annuale organizzato da A+network, focalizzato su come deve rinnovarsi la consulenza direzionale in una fase di ripartenza dell'economia, ed essere decisiva per il rilancio della PMI. Come nelle precedenti edizioni, il forum si è svolto a presso la sala Oratorio dei Fiorentini, con la presenza di oltre cento invitati. Nicolò Pascale  Guidotti Magnani (presidente di A+network) ha introdotto i lavori ricordando il percorso seguito in questi anni dall’associazione che dal 2012 nel mese di novembre si confronta, attraverso eventi pubblici, con manager, imprenditori e consulenti sui temi approfonditi nel corso dell’anno. Emilio Roncoroni – economista e consulente di direzione e associato di A+network - ha inquadrato lo scenario macro-economico e indicato quali potranno essere alcune delle principali linee di sviluppo per la PMI e soprattutto come la PMI dovrà attrezzarsi per cogliere le opportunità. Globalizzazione e integrazione europea sono stati gli assi portanti degli ultimi anni con effetti non sempre positivi su una struttura industriale (come quella italiana)  sovente fragile. Nel periodo 2007 – 2011 le imprese industriali sono calate del 17%, quelle più grandi (oltre 250 addetti) del 9,8%, il fatturato del comparto manifatturiero è diminuito dell’8%, per le imprese grandi solo del 4%. La recente crisi sembra che abbia colpito in misura più sensibile le imprese di ridotta dimensione, in genere poco presenti sui mercati esteri. Le esportazioni hanno compensato in misura significativa per parecchie imprese medio – grandi, la flessione della domanda interna. La ripresa  economica sarà verosimilmente a macchia di leopardo con riguardo sia ai settori industriali sia ai territori. Saranno confermate le tendenze già evidenziate nel recente passato, di  una crescente polarizzazione delle performance delle imprese all’interno dello stesso settore. In allegato è disponibile la presentazione di Emilio Roncoroni. Parlando di come la consulenza può essere una leva decisiva nel rilancio della PMI, Renato Comai ed Emilio Di Cristofaro associati di A+network hanno portato alcune riflessioni, maturate anche attraverso il confronto con altri associati di A+network, su come è evoluta l’organizzazione di impresa e come è cambiata la figura del consulente, trasformazioni che indubbiamente hanno subito forti accelerazioni anche per effetto della rivoluzione digitale. Renato Comai ha ricordato come Il Consulente di Direzione “deve superare sia l’antica refrattarietà dell’Imprenditore sia l’applicazione apodittica di scienze manageriali indifferenziate e l’eccesso di specialismo. Però – ha concluso Comai – il Consulente di Direzione deve anche “soffrire” per “capire la specificità della P.M.I. sempre diversa per le persone, le loro relazioni, il valore e la peculiarità dei processi prodotto-mercato. Il Consulente di Direzione di oggi ha un atteggiamento epistemologico: è ad un tempo ingegnere socio psicologo, economista, tecnologo ed ha capacità relazionali e maieutiche”. Il periodo di crisi che stiamo attraversando ha messo in evidenza minacce ed opportunità sia per i consulenti che per le PMI. Cristian Moschini ha evidenziato come le esigenze di consulenza di direzione delle PMI sono trasversali e richiedono professionalità diverse. Il modello organizzativo delle grandi società di consulenza è spesso sovradimensionato e quello delle piccole e micro aziende di consulenza appare spesso troppo specialistico. Come conciliare le aspirazioni della maggior parte dei consulenti di direzione (l’85% dei quali opera in micro o piccole società) con le mutate condizioni strutturali e richieste delle PMI italiane? Alla luce degli elementi sopra citati appare chiaro come le reti professionali ed i network possano rappresentare una delle soluzioni in grado di incontrare le esigenze della domanda e dell’offerta di management consultant. Emilio Di Cristofaro ha chiuso la relazione sintetizzando quali devono essere i comportamenti di aziende e consulenti per rendere efficace la relazione tra l’impresa e la consulenza direzionale. La relazione è disponibile in allegato. Nel blocco successivo del Forum dal titolo “le idee si mettono in rete: quando la realtà precede il futuro”, tre imprenditori di successo hanno raccontato la storia delle loro aziende e come i processi organizzativi e di sviluppo siano stati supportati dalla consulenza direzionale. La prima relazione è stata di Marco Astorri, Amministratore Delegato di Bio-On S.p.A. Bio-On è una Intellectual Property Company (IPC) italiana che opera nel settore della bio plastica, effettuando ricerca applicata e sviluppo di moderne tecnologie di bio-fermentazione nel campo dei materiali ecosostenibili e completamente biodegradabili in maniera naturale. In particolare Bio-On sviluppa applicazioni industriali attraverso la creazione di caratterizzazioni di prodotti, componenti e manufatti plastici. Dal febbraio 2015 Bio-On è anche impegnata nello sviluppo della chimica naturale e sostenibile, e ha sviluppato un processo esclusivo per la produzione della famiglia di polimeri denominati PHAs (poliidrossialcanoati) da fonti di scarto di lavorazioni agricole, tra cui melassi e sughi di scarto di canna e di barbabietola da zucchero. La bio plastica così prodotta è in grado di sostituire le principali famiglie di polimeri tradizionali per prestazioni, caratteristiche termo-meccaniche e versatilità. Astorri ha spiegato come lo sviluppo della sua azienda sia avvenuto avvalendosi di consulenze strategiche e specialistiche, in particolare per l’impostazione del modello di business, l’accompagnamento alla quotazione di borsa e le consulenze necessarie all’ottenimento di importanti certificazioni. Subito dopo è stata la volta di Roberto Botti Amministratore Delegato di Topcon Infomobility Italia S.r.l., fondata nel 2005 col nome di Destura S.r.l., specializzata nella progettazione e realizzazione di apparati elettrici, elettronici, meccanici e meccatronici ad alto contenuto tecnologico. La sede si trova a Concordia sulla Secchia, in provincia di Modena, strategicamente ubicata lungo l’asse industriale Modena-Bologna, dove si ha la concentrazione di aziende leader nel settore dell’automotive, dell’automazione, della meccanica avanzata e della meccatronica. Oggi Topcon Infomobility Italia sta realizzando un Polo Tecnologico che avrà una superficie di oltre 120mila mq. Il progetto, già avviato, è sostenuto della Regione Emilia Romagna, e realizzerà una struttura polifunzionale d’avanguardia, dove le più avanzate ricerche sulle tecnologie meccaniche ed elettroniche saranno utilizzate per applicazioni che spaziano dalla telematica all’automotive, dall’agricoltura all’infomobilità fino al Machine Control. Il Polo Tecnologico offrirà lavoro a circa 500 persone, che troveranno impiego presso le imprese del gruppo, i partner, le start-up innovative e i centri di ricerca (privati e universitari) che vi si insedieranno. Il nuovo Polo Tecnologico nasce in prossimità del già esistente Topcon European Test & Training Center, dove sono applicate le conoscenze di Topcon Infomobility nel campo della telemetria applicata e dei sistemi elettronici complessi impiegati in agricoltura. Il centro test di Topcon sarà tra i più importanti in Europa, e verrà utilizzato da operatori di tutto il mondo per sperimentazioni e prove in campo. A conclusione del suo intervento Roberto Botti ha parlato di possibili collaborazioni con i network della consulenza, già attivi sin dalla fase di progettazione e realizzazione del progetto, ed in grado di supportane lo sviluppo con flessibilità e scolarità. Patrizia Malferrari, Presidente e socia fondatrice di Seaside che nel 2012 si è qualificata come Energy Service Company (ESCo) accreditata presso l’AEEG e nel 2014 ha ottenuto la Certificazione secondo la norma UNI CEI 11352. In linea con il tema del Forum, Patrizia Malferrari ha evidenziato come si stia “assistendo ad un passaggio dal concetto di Teamwork, per arrivare a quello di Rete, che costituisce il sistema attraverso cui la conoscenza e le informazioni vengono condivise al fine di accrescere la competitività sul mercato”. Lo scopo della Rete si identifica nell’obiettivo di accrescere, individualmente e collettivamente, la capacità innovativa e la competitività sul mercato delle imprese e/o professionisti partecipanti, quale ragione d’essere dell’aggregazione. Dall’esperienza di mercato di Seaside deriva l’esigenza di condividere le conoscenze, le competenze e gli strumenti con Partner (o professionisti) qualificati o da formare. Da questi presupposti è nato il progetto WEEN, dove Seaside sviluppa una Rete tra professionisti nel settore dell’Efficientamento Energetico, basato su concetti derivanti dai modelli Americano della Service Company e Giapponese della condivisione del sapere. A questi si aggiunge l’”Internet delle cose” con infrastrutture e dati (Big Data) condivisi, per l’erogazione dei servizi più innovativi. Mario Salmon concludendo la parte di programma riservata alle testimonianze, ha parlato in qualità di Presidente di ASSPECT, delle attività e finalità dell’associazione e ha rilanciato la proposta di Politecnico Regionale, come indispensabile supporto allo sviluppo dei principali settori industriali della regione. Il forum si è concluso con una tavola rotonda presieduta da Maurizio Cosco Consigliere Assochange, che ha visto la partecipazione di un gruppo di Consulenti di alcune delle più importanti realtà di consulenza Internazionali e Nazionali Massimo Braglia Senior Advisor di PwC, Francesco Rossi Partner di PRAXI e Romeo Castagna Partner di Pragmata, e professionisti di grande competenza che operano come free lance in un mercato di complessità crescente, Paola Serri e Marco Storchi, Associati di A+network. Quest’ultimo, attualmente impegnato su progetti di cambiamento e riduzione costi come dirigente nella Sanità, ha portato un’esperienza trasversale fra consulenza e management, settore pubblico e privato. Diversi i temi trattati: Come misurate e si misura il livello di soddisfazione del cliente verso l’operato della consulenza? Secondo Paola Serri la soddisfazione del cliente viene soprattutto misurata in termini di percezione del valore effettivamente portato dal consulente all’azienda. Nelle realtà più grandi esistono dei sistemi di rilevazione formalizzati e codificati, in parte realizzati perché la big firm possa valutare i consulenti stessi. Nelle realtà più piccole è la relazione che s’instaura con il cliente la misura della sua soddisfazione. Il rapporto è più diretto e il valore per il cliente è dato dai risultati del progetto singolo ma anche dal supporto che riceve anche in termini di crescita delle risorse interne. L’acquisto dei servizi consulenziali si muove verso una selezione ponderata del partner di servizi o è più importante “esserci” al momento giusto quando il cliente ha urgenza? Secondo Massimo Braglia Senior Advisor di PwC non esiste un momento giusto, ma l’essere al corrente dei bisogni del cliente e della sua industry in particolare. La specializzazione per settore possibile e necessaria per le grandi aziende della consulenza, fa si che la proposta di intervento sia allineata a momenti particolari o criticità tipiche del mercato in cui opera l’azienda cliente. Francesco Rossi ha sottolineato l’importanza per il consulente di affrontare la complessità dei progetti e la dinamica dei settori d’intervento dando una forte focalizzazione alla propria identità professionale: ognuno dovrebbe orientarsi alle proprie competenze eccellenti e migliorare quelle. Romeo Castagna Partner di Pragmata ha evidenziato come nelle grandi aziende il valore e il risultato sono maggiormente legati al manager o alla funzione responsabile del progetto, ai propri obiettivi. In relazione agli “impatti” dell’innovazione tecnologica sulla relazione Impresa cosa è successo lato società di consulenza e singoli consulenti su questo fronte ? Sussiste il rischio di una “overconfidence” da parte dell’imprenditore e di una sopravvalutazione della potenza informativa della rete. Le nuove tecnologie digitali e l’accesso ad un panorama ampio di informazioni dovrebbe essere considerata un’opportunità da parte dei consulenti e non una minaccia. Significa allineare maggiormente cliente e consulente per partire da un territorio comune verso il miglioramento. Il consulente da parte sua ha a disposizione un accesso facilitato a molte informazioni e può concentrare le energie sulle specificità del cliente. Per Marco Storchi le caratteristiche più importanti del consulente di direzione oggi sono la capacità di essere innovatore da un lato, e mediatore culturale dall’altro. La complessità dei contesti aziendali e la velocità di cambiamento a cui siamo tutti sottoposti possono essere compresi ed affrontati soltanto coniugando la dimensione razionale con una forte energia personale ed umana. Occorre altresì riflettere sulla terminologia, parole come “consulente” e “cliente” potrebbero essere ripensate per rappresentare più fedelmente l’identità di soggetti che operano in stretta collaborazione e fiducia per un risultato comune. Le metodologie a supporto della professione continueranno ad ispirarsi a modelli teorici e buone pratiche ma dovranno essere soprattutto efficaci, funzionali a realizzare in concreto gli obiettivi posti: “non esiste la tecnica giusta, esiste una tecnica che funziona”.