A+Forum 2016

Concluso il forum organizzato da A+network sul tema “La Smart Factory e il ruolo chiave della risorsa umana per vincere le sfide del futuro

Lo scorso 18 novembre si è tenuto a Bologna il forum annuale organizzato da A+network, focalizzato su Smart Factory e il ruolo della risorsa umana. Nicolò Pascale Guidotti Magnani - Presidente di A+network - ha introdotto il forum ricordando il percorso seguito dall’associazione, che per il sesto anno torna nella prestigiosa sala museale Oratorio dei Fiorentini per confrontarsi con manager, imprenditori e consulenti sui temi di attualità. Smart Factory o Industria 4.0 sono modi di riconoscere lo stesso modello d’impresa. L’approccio non deve essere troppo tecnico o di sola super-automazione, ma deve porre analoga attenzione all’uomo che rimane la risorsa chiave anche nei tempi della fabbrica intelligente. La Smart Factory può rappresentare un modello vincente che potrà avere un forte sviluppo anche nella PMI se ogni impresa sarà capace di pianificare un percorso adeguato alle proprie caratteristiche, valutando il profilo attuale e quello di prossima evoluzione, e pianificando le azioni necessarie per tutti gli ambiti dell’impresa. Nel suo intervento di introduzione alla prima parte del forum Mario Salmon  - Presidente di ASSPECT, Associazione per la Promozione della Cultura Tecnica, gemellatasi nel corso del 2016 con A+network - ha invitato le aziende a focalizzarsi per eccellere, a non lasciarsi illudere da possibili sogni cibernetici ed a cercare la giusta integrazione di nuove tecnologie e competenze consolidate, facendo grande attenzione ad ogni possibile sinergia. Ai relatori Salmon ha posto alcune questioni, in particolare sulle tempistiche della trasformazione e su come si potrà organizzare un’adeguata formazione della risorsa umana, soprattutto in considerazione del precario stato di partenza. Marcello Pellicciari - Esperto di Robotica e Docente presso UniMoRe - ha inquadrato il tema della Smart Factory e riportato alcune esperienze di applicazione che dimostrano come anche in Italia il know-how necessario a sviluppare questo modello produttivo sia già disponibile e utilizzato. Giorgio Solferini - Presidente e Fondatore di Alfacod - ha raccontato come dal dopoguerra si è continuamente sviluppata la tecnologia dell’identificazione automatica, che ha consentito raccolte massive di dati tecnici ancora poco utilizzati dalle aziende, ma presenti massicciamente nei loro archivi, ed ha presentato soluzioni avanzate di logistica basate su tale tecnologia. Marco Muselli - fondatore di Rulex Inc. - è autore di algoritmi analytics considerati tra i più potenti al mondo per elaborare grandi masse di dati (Big Data) ed offrire all’utente conoscenze preziose per i processi decisionali automatici. Muselli ha ricordato come va crescendo anche in Italia l’attenzione all’uso dei dati per comprendere fenomeni complessi un modo semplice e veloce. Infatti la disponibilità di dati è elevata, ma gli strumenti per la loro comprensione ed estrazione di valore più diffusi, sono costosi e implicano processi lunghi da mettere in pratica. Maurizio Mazzieri - Deputy Manager di Toyota Handling - ha riportato l’attenzione su un modello di fabbrica capace di utilizzare al meglio le opzioni tecnologiche, ma anche in grado di valorizzare la risorsa umana. A questo fine egli ha ricordato il percorso condotto dall’industria giapponese, che dal dopoguerra ha saputo migliorare continuamente le sue performance agendo sul miglioramento della qualità dei prodotti e dei processi, partendo da una visione comune in grado di coinvolgere le risorse umane su obiettivi e valori realmente condivisi. Emilio Roncoroni e Marco Spinedi - Economisti e associati di A+network - hanno riferito sulle principali tematiche che riguardano lo sviluppo dell’economia digitalizzata e gli impatti sull’occupazione. Partendo dal tendenziale calo del PIL delle economie avanzate e dalla necessità delle imprese di adottare soluzioni tecnologiche in grado di mantenerle sulla frontiera dell’innovazione,  la presentazione si è soffermata sui profili occupazionali più a rischio di digitalizzazione. Rischi che comprendono sia occupazioni industriali sia quelle presenti nei servizi. Il settore bancario ed assicurativo mostrano un’ampia presenza di occupazione con alto rischio di task  in un prossimo futuro effettuati da tecnologie digitalizzate. Silvano Bertini - Rappresentante della Regione Emilia-Romagna - ha parlato di come in diverse zone del territorio vadano sviluppandosi cluster produttivi che già utilizzano alcune delle tecnologie tipiche della Smart Factory. Peraltro sono noti gli investimenti già attivi nella banda larga (infrastruttura fondamentale per il trasporto veloce delle informazioni e, quindi, per la connettività dell’intero sistema) e la posizione da sempre di assoluta leadership nell’archiviazione / elaborazione dei dati. Bertini ha ricordato che dalla nostra regione transita il 90% delle informazioni che si scambiano a livello nazionale e che il CINECA (Consorzio Interuniversitario per il Calcolo Automatico) dispone di calcolatori tra i più potenti a livello mondiale. Sonia Bonfiglioli – Presidente del Gruppo Bonfiglioli Riduttori – ha portato le sue conclusioni richiamando la platea a considerare l’importanza di quella che è una vera e propria rivoluzione, che impatta e impatterà drammaticamente sulla realtà delle nostre aziende e per la quale il sistema Italia non è pronto e non dà segnali di volersi organizzare per affrontare questa sfida epocale. Nicolò Pascale ha chiuso il Forum 2016 ricordando che nel 2017 A+network continuerà a lavorare sul tema “risorse umane e trasformazione digitale”, con sessioni preparatorie sui principali aspetti del problema: mercato del lavoro, change management, impatto sociale, etica e relazioni industriali. Traccia degli interventi dei relatori e programma delle iniziative 2017 sono riportati in allegato.

Come cambia la relazione tra la persona e i processi nella Smart Factory

17 Ottobre 2016 – Casalecchio di Reno (Bologna) - Presso l’Hotel Calzavecchio di Casalecchio si è tenuto il V° workshop 2016 sul tema del “Come cambia la relazione tra la persona e i processi nella Smart Factory”. Nella loro introduzione Marco Diotalevi e Emilio Di Cristofaro associati hanno presentato i risultati di alcune indagini fatte negli ultimi due anni relative all'impatto delle tecnologie digitali sul mercato del lavoro ed attivato la discussione su come evolverà il ruolo della persona nei nuovi "ambienti di lavoro". Giovanni Negri - Direttore Industriale di SCM Group - ha proposto un caso esemplare di riorganizzazione in logica lean, vero presupposto per attivare programmi di sviluppo verso la Smart Factory, con un ampio coinvolgimento a vari livelli delle persone che operano nei processi interessati. Stefano Asioli Imprenditore e Amministratore Delegato di Azeta Zeo Asioli Diffusion, ha presentato un caso di isola robotizzata dove il robot non sostituisce ma potenzia il lavoro dell’uomo, delineando uno sconfinato campo di applicazione anche nella dimensione della piccola impresa. Tommaso Freddi – Presidente di Margotta e di Lavoro+ ha descritto come cambia la relazione tra la persona e i processi nella Smart Factory. “La maggior parte dei commentatori economici si mostra preoccupato sulle conseguenze delle trasformazioni tecnologiche che stiamo vivendo in questi anni. Le dimensioni dei cambiamenti generati dalle nuove tecnologie (spesso indicate come 4.0) mostrano essere di una portata superiore alle altre rivoluzioni del passato. La domanda ricorrente è: anche questa volta i cambiamenti provocheranno perdite di posti di lavoro recuperabili a breve termine dalle nuove attività' che le recenti tecnologie certamente creeranno? Oppure si potranno formare vuoti permanenti, con tempi di recupero troppo lunghi? Il sospetto che agita gli studiosi di oggi è che questa nuova rivoluzione tecnologica presenti tempi di rieducazione alle nuove attività incompatibili con la durata della vita lavorativa di coloro che perderanno il lavoro. Nel momento in cui si affronta il problema si scopre che non si tratta più di impartire nuove istruzioni per eseguire operazioni manuali o intellettuali ripetitive, ma di far ricorso ad una cultura di base completamente diversa da quella del passato e ad esperienze che non appartengono al vissuto dei nuovi disoccupati tecnologici. La domanda inquietante, alla quale oggi non si sa rispondere, è se si presentera' ancora vincente la vecchia logica di sviluppo del capitalismo, riassumibile nella ricetta di Joseph Schumpeter nei termini di "Distruzione Creatrice", secondo la quale ogni cambiamento tecnologico va affrontato senza esitazione, con la certezza che per ogni lavoro che si distrugge se ne produrranno altri nuovi in grado di sostituirli, oppure se i tempi di recupero si riveleranno troppo lunghi, superiori alla vita lavorativa di una persona. Il dubbio è lecito. Non è detto che quanto può essersi verificato in passato corrisponda ad una legge universale e che i tempi di trasformazione siano compatibili con i problemi sociali che queste cambiamenti creano. Come sempre, quando si trattano problemi umani, siamo in presenza di fenomeni complessi la cui soluzione dipende da molte variabili”. In allegato un estratto delle presentazioni dei relatori.

Sharing Economy: un orizzonte da esplorare per i Consulenti aziendali?

16 Settembre 2016 – Casalecchio di Reno (Bologna) - Presso l’Hotel Calzavecchio di Casalecchio si è tenuto il IV° workshop 2016 sul tema della Sharing Economy. L’introduzione di Antonietta Cacciani e Emilio Roncoroni associati di A+network ha permesso di comprendere la vastità del fenomeno che assume nomi diversi quali consumo collaborativo, economia tra pari, economia on demand, sistema di commercio dello scambio locale ed altri ancora. Silvia Sitton - ricercatrice presso la Facoltà di Economia dell'Università di Modena e Reggio Emilia - ha sviluppato i concetti di base e le prospettive per piccole e medie imprese. Successivamente Gabriele Littera - co-fondatore di Sardex.net e AD di Sardex Spa - ha spiegato i meccanismi della moneta complementare, i rapporti con Banca d’Italia, ed il successo della moneta Sardex, in Sardegna (in allegato la sua presentazione). Paolo Piras – responsabile della comunicazione di Liberex, la moneta complementare nata in Emilia Romagna ha raccontato come si stanno sviluppando sul nostro territorio le opportunità di business per le micro e piccole imprese. A conclusione del pomeriggio tre imprese hanno testimoniato come stanno utilizzando il Liberex per loro transazioni aziendali (in allegato le tracce delle presentazioni).

 


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Sviluppo dei processi e nuove tecnologie nella Smart Factory

4 luglio 2016 – Casalecchio di Reno (Bologna) - Presso l’Hotel Calzavecchio di Casalecchio di Reno si è tenuto il III° workshop 2016 sul tema “Sviluppo dei processi e nuove tecnologie nella Smart Factory”. Dopo l’introduzione di Giovanni Barbanti Associato di A+network, il Prof. Marcello Pellicciari - docente di Macchine Automatiche e Robot Industriali presso la Facoltà di Ingegneria dell'Università di Modena e Reggio Emilia - ha sviluppato i concetti di base e le prospettive dell’Industria 4.0. Successivamente Vito De Gaetano - Section Head for IT Coordination and Organization di Bosch - ha parlato delle applicazioni di fabbrica digitale in Bosh (in allegato un estratto della sua presentazione). A conclusione del pomeriggio Andrea Bortolotti – Associato di A+network – ha inquadrato il tema di piattaforma digitale e le applicazioni di SAP. Luca Calegari e Alberto Allegretti di Mitech Srl hanno mostrato alcune applicazioni in particolare di Manufacturing Execution sviluppate in Whirlpool.

La fabbrica del futuro: metodi e strumenti ad alte prestazioni per il controllo dei processi industriali nella Smart Factory

27 maggio 2016 – San Lazzaro (Bologna) - Nell’ambito degli eventi preparatori di A+Forum 2016 si è tenuto presso la sede di Alfacod di San Lazzaro (Bologna) il II° workshop sul tema “la fabbrica del futuro: metodi e strumenti ad alte prestazioni per il controllo dei processi industriali nella Smart Factory”. Nella loro introduzione Nicolò Pascale e Andrea Molza – associati di A+network - hanno ricordato come in direzione della fabbrica del futuro che deve saper praticare il continuo miglioramento attraverso il controllo di processo, le tecnologie d’identificazione automatica siano fondamentali per tracciare e immagazzinare dati fondamentali per analizzare e ottimizzare i processi, e come si mantenga centrale il ruolo della risorsa umana, formata per utilizzare efficacemente le nuove tecnologie disponibili. Giorgio Solferini - presidente di Alfacod e di AIDC - ha ricordato le ragioni per cui nel 2008 Alfacod si fece promotrice di AIDC ed in particolare per l’intenzione di diffondere la cultura dell’identificazione automatica, aprendo le proprie strutture a decine di eventi con migliaia di ospiti, e ha quindi tracciato la storia dell’identificazione automatica nata all’inizio dagli anni ’80 e di cui Alfacod è stata protagonista seguendone il percorso dall’inizio. Oggi il codice a barre rappresenta ancora oltre il 90% della tecnologia adottata sia all’interno dei sistemi produttivi che nei processi di distribuzione. S’intravvedono nuove opportunità in grado di accrescere notevolmente le possibilità di applicazione e in particolare i codici bidimensionali, le tecnologie dell’RFID, la diffusione di sistemi di comunicazione in real time capaci di garantire la connettività in totale affidabilità, o della “realtà aumentata” con sistemi “voice” adottati sempre più frequentemente nei processi di magazzino. In questo contesto Carlo Pascale - Direttore Vendite di Alfacod - ha presentato un’applicazione sviluppata da Alfacod, una sorta di “navigatore per muletto”, che consente all’operatore di muoversi all’interno dello stabilimento guidato dal sistema, con effetti straordinariamente positivi su efficacia, efficienza e sicurezza. La mattina si è conclusa con l’intervento di Mario Salmon - Presidente di ASSPECT - che ha prima ricordato la missione di ASSPECT tesa a promuovere la cultura tecnica d’impresa, e quindi descritto “i mattoni fondamentali della smart factory”, evidenziando come ogni cosa “sarà intelligente”  con macchine “smart”, sensorializzate, capaci di autocontrollo, di essere adattive e di sapersi integrare con gli altri elementi della fabbrica. La smart factory si controlla ed evolve elaborando i dati che è capace di misurare continuamente. Di qui lo sviluppo crescente di big data e analitycs sempre più essenziali per il futuro della fabbrica. Nel pomeriggio Marco Diotalevi e Giovanni Barbanti hanno introdotto i lavori ricordando come smart factory non è altro che la visione “moderna” (o post moderna) di un modo intelligente per intendere la produzione di beni (e perché no, anche servizi). Infatti è stato codificato già alla fine degli anni 60 che la "fabbrica automatica", o se vogliamo la "fabbrica intelligente", (vedi stabilimento Olivetti di Scarmagno), è quella in cui tutte le informazioni necessarie ed utili a svolgere correttamente e tempestivamente il processo sono presenti nel posto giusto, al momento giusto e con il formato giusto. Il termine "formato" indica la fruibilità immediata dell'informazione da parte degli interessati alla stessa. Per tutto questo, in linea generale, non è necessaria l'informatica basata sull'elettronica digitale e sui computer, è sufficiente l'informatica in senso letterale (utilizzo e trasmissione d’informazioni: il termine è stato coniato in Germania nel ‘57). Sarebbe sufficiente mandare in giro dei foglietti di carta, con le informazioni scritte in formato testo, associati agli oggetti cui le informazioni si riferiscono. Questo è ciò che si faceva cinquant'anni fa nelle fabbriche “4.0” di allora, che già dimostravano la validità del concetto, pur non disponendo di strumenti tecnologici sufficientemente avanzati da dare luogo d un salto quantico. Peraltro le organizzazioni moderne con il Total Quality Managment di scuola giapponese, hanno introdotto strumenti di gestione a vista per controllare i processi attraverso il coinvolgimento diretto della linea operativa, e adottato ad esempio i sistemi kan-ban per approvvigionare le linee produttive, in sostituzione (o integrazione) dei sistemi meccanizzati. Ma oggi abbiamo l'informatica digitale distribuita e low cost, abbiamo i computer, e possiamo dire che la smart factory è una fabbrica intelligente, automatica, in cui si applica in modo intensivo l'informatica digitale sfruttandone l'immensa capacità di gestione delle informazioni e la straordinaria velocità. Forse la vera differenza con i tempi del foglietto di carta sta proprio nel fatto di poter gestire (e in particolare elaborare) grandi quantità di dati rendendoli disponibili ovunque servono, in tempo reale. Fondamentale è la possibilità di associare le informazioni agli oggetti (immediatamente, facilmente, a basso costo, con un elevato contenuto informativo, in modo passivo o anche attivo), direttamente o attraverso gli apparati che movimentano gli oggetti stessi all'interno del processo produttivo e anche dopo, durante il ciclo di vita e fino al suo termine, o addirittura, oggi, la possibilità di associare (essendo diminuiti i costi) un minimo di intelligenza agli oggetti, non solo le informazioni. L'impressione è che le potenzialità di tutto ciò siano poco conosciute e, anche dove conosciute e utilizzate, non sfruttate al meglio e al massimo. L'utilizzo di queste tecnologie per operazioni certamente molto importanti, come ad esempio la logistica all'interno di processi complessi, offre vantaggi di tutta evidenza, ed è chiaro che l'unico limite di applicazione è la valutazione costi/benefici. Ma una volta che si sia deciso di procedere su questa strada, e si pensi quindi di associare un contenuto informativo ad un oggetto, dovrebbe essere naturale cercare di impostare l'applicazione al fine di ricavarne tutti i potenziali vantaggi, che sono innumerevoli. Si pensi ad esempio ai sistemi esperti per valutare la qualità di produzioni in grandi numeri e prevenire i difetti. E’ possibile realizzare applicazioni di questo tipo costruendocele in casa sfruttando sistemi open source e senza essere degli informatici, ma essendo solamente degli esperti di processi industriali. Non si tratta di fare cose straordinarie che richiederebbero l’intervento di esperti e specialisti. Bisognerebbe che questo "senso della normalità" in relazione a questi concetti diventasse il comune denominatore di chi fa produzione. A seguire Leda Bologni - Regional Technology Platforms and Projects Dept. Manager di ASTER RER - ha parlato delle politiche regionali e nazionali a supporto della fabbrica intelligente, ricordando come la Regione Emilia Romagna sia stata la prima a creare reti di conoscenza e ad attivare strategie per l’innovazione, requisiti fondamentali per accedere ai finanziamenti europei. Nel suo intervento il prof. Michele Monno - Direttore del Consorzio MUSP (Macchine Utensili e Sistemi di Produzione di Piacenza) e Docente presso Politecnico di Milano - ha parlato del Cluster nazionale di Fabbrica Intelligente (è uno degli 8 cluster nazionali) e del progetto “Hight performance Manufacturing” ricordando l’importanza dei dati e della capacità di saperli analizzare e utilizzare. Il pomeriggio si è concluso con l’intervento di Pierantonio Regazzini - Responsabile progettazione Hw e Sw di IMA Spa - sul tema “l’automazione che sviluppa l’automazione”. IMA produce macchine che debbono aiutare i clienti a realizzare il modello di fabbrica automatica e lo sviluppo avviene agendo su tutte le tecniche / tecnologie e metodi disponibili della Progettazione Meccanica e Elettrica, dei Sistemi di Automazione, dei Sistemi di Controllo con attraverso un’organizzazione dell’innovazione che si collega con ricerca di base, fa ricerca applicata, sperimenta e sviluppa nuove tecnologie nel campo dei processi e dell’automazione, protegge le proprie invenzioni industriali, e si procura risorse finanziare partecipando a progetti di finanziamento. (in allegato alcune delle presentazioni dei relatori).

L’evoluzione della logistica nella Smart Factory

11 aprile 2016 - Bentivoglio (Bologna) - Si è tenuto presso la palazzina direzionale dell’Interporto di Bologna il primo Work Shop 2016 sul tema “L’evoluzione della logistica nella Smart Factory" con gli interventi di Marco Spinedi - Presidente di Interporto di Bologna (e nostro associato), Marco Sabbioni - Amministratore del Condominio Interporto di Bologna - di Andrea Bortolotti Consulente di Direzione e Associato di A+network, e di Andrea Marcheselli consulente di BO Consulting.Dopo la visita alle infrastrutture, gli associati e i loro ospiti hanno potuto incontrare Claudio Franceschelli Presidente della Franceschelli Group S.p.A., che ha presentato le iniziative del Gruppo nel settore della Logistica e del Trasporto. La presentazione è avvenuta all'interno di una delle sue principali piattaforme logistiche, con l’illustrazione del funzionamento dei processi e delle implementazioni IT progettate su misura per i singoli Clienti. Due Torri S.p.a, azienda fondata nel 1974, opera nel settore della logistica integrata e si propone come partner 4PL in grado di controllare e gestire tutte le attività di magazzino, compresi i flussi di distribuzione, e di progettare soluzioni tailor-made, trasformando i costi in investimenti. Lo scopo è analizzare le desiderate del Cliente per elaborare progetti su misura che siano in grado di soddisfare le necessità richieste, offrendo un servizio a valore aggiunto. Nel 2008 è nato il network One Express, un progetto vincente di “rete di aziende” che unisce oltre 120 affiliati sotto un unico brand ed offre un servizio di trasporto espresso su pallet con partenze tutti i giorni da tutta Italia, rispettando i più alti standard di efficienza e con tempi di resa minimi. Il successo ottenuto in questi anni ha permesso a One Express di realizzare un hub  di 14.000 mq all’Interporto di Bologna, ed un altro gemello è attualmente in costruzione. Per garantire la copertura del servizio europeo nel 2011 si è costituita Allnet (The Alliance of Networks), una rete internazionale distributiva, che garantisce massima rapidità e puntualità delle operazioni di consegna tutti i giorni in tutta Europa. Marco Sabbioni responsabile della società che amministra del condominio Interporto, ha illustrato un recente progetto di risparmi energetico, ripercorrendo i vari passaggi che sono stati necessari per arrivare allo stato attuale: a partire dalle prime sperimentazioni fatte con HERA-Luce nell’Aprile 2010, poi con altri produttori, fino ad arrivare alle ultime sperimentazioni del 2015. Tutto questo mentre il mercato dei LED ha conosciuto una evoluzione notevolissima sia dal punto di vista della qualità tecnica della fonte luminosa (diodo led), sempre più efficienti in termini di consumo in watt e per contro sempre più potenti quanto a flusso luminoso. Analogamente anche la fotometria, cioè come viene diffusa la luce a partire dalla sorgente luminosa, ha subito notevoli cambiamenti e miglioramenti che ne hanno via via aumentato la flessibilità, potendo ora scegliere tra varie soluzioni in funzione delle caratteristiche dell’area da illuminare. Infine anche i contenitori delle sorgenti luminose LED, quindi i proiettori, le armature stradali, ecc., sono stati progressivamente adeguati alle necessità tecniche nuove richieste dalla tecnologia LED. Alla riapertura dei lavori nel pomeriggio Marco Spinedi – ha presentato i principali contenuti del Piano Triennale di Sviluppo di Interporto 2016-2018. In estrema sintesi, obiettivi del Piano Triennale sono il rilancio del trasporto intermodale, che in questi ultimi anni ha visto un importante calo, dovuto principalmente alla crisi ed al conseguente calo del prezzo del gasolio che ha favorito il trasporto su gomma, e dei servizi ad esso collegati, ma soprattutto il potenziamento dei servizi alle persone. Nel corso di quest'anno, infatti, l'Interporto di Bologna giungerà probabilmente a toccare i 4mila occupati, una cifra che si avvicina ormai a quella di un piccolo villaggio. E' soprattutto al miglioramento della qualità della vita di essi che sono devoluti molti degli sforzi di sviluppo della società di gestione di Interporto. In previsione, la realizzazione di un'area commerciale con negozi e centro servizi, fra cui lo sportello bancario, l'ufficio postale, il supermercato, la palestra e probabilmente anche un asilo nido. particolare attenzione è stata dedicata alla mobilità di accesso all'area interportuale, con l'obiettivo di favorire lo sviluppo di nuovi servizi di trasporto collettivo, oltre al potenziamento di quelli esistenti. Significativa in tal senso potrà essere la realizzazione della pista ciclabile che collegherà l'Interporto alla stazione di Funo Argelato dell'SFM. Obiettivo generale, rendere l'Interporto esistente, ma soprattutto quello del futuro, quando sarà completato anche il terzo Piano Particolareggiato, particolarmente attrattivo per imprese di trasporti e logistica, soggetti sempre più sensibili non soltanto alla localizzazione geografica favorevole, ma anche alla qualità della vita ed al benessere di chi vi lavora. A seguire Andrea Bortolotti ha ricordato come nel percorso di trasformazione digitale della factory, anche la logistica gioca un ruolo determinante. Alcuni fattori chiave che spingono la factory a diventare Smart sono la necessità di ridurre il Time to Market dei prodotti e cioè ridurre i tempi di percorrenza del flusso nella Value Chain dalla progettazione alla consegna e l’esigenza di soddisfare i requisiti del cliente finale in una logica di marketing che tende al On e to One. Anche nella logistica, le tecnologie digitali rappresentano un fattore abilitante permettendo una maggiore fruibilità delle informazioni, e una maggiore condivisione in una logica collaborativa. Viene riportato, a titolo di esempio, un portale logistico dove il personale interno può condividere con gli operatori logistici tutte le informazioni inerenti ai piani di carico e alle consegne, mantenendo tutta la tracciabilità delle spedizioni di tipo outbound.La giornata è stata conclusa da  Caudio Marcheselli di MBO Consulting, che ha proposto il caso Thun Logistics come esmpio di evoluzione “tecnologica” dei processi logistici e della logistica integrata. Il polo logistico di Thun a Mantova, inizialmente nato per supportare le esigenze aziendali, si è successivamente trasformato in un centro servizi anche per clienti esterni al gruppo in una logica 3PL e 4PL. La progettazione del sistema è stata fatta insieme a MBO Consulting (società IT con forte specializzazione nella logistica) e Toyota Material Handling per tutta la gestione della movimentazione interna. E’ stato implementato l’Enterprise Warehouse Management di Sap per tutta la gestione interna del centro, inoltre si va a interfacciare con sistemi esterni anche non Sap. Ci sono già dei casi di successo dove alcuni clienti hanno collegato il proprio e-commerce al centro di logistica, delegando completamente a Thun Logistics, tutto il processo di consegna al dettaglio. Un ampio resoconto delle relazioni è riportato negli allegati

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